21 set 2008

Gli estremi....

Nella natura c'è il giusto equilibrio in tutto... Quando il gatto caccia un topo per sfamarsi, il topo a sua volta è dotato proprio delle capacità per intercettare e scappare dal gatto. Gli animali hanno i sensi molto più sviluppati dei nostri, loro sentono il pericolo, sentono la tensione nell'aria, sentono quando arriva il momento... Minuti, ore, giorni prima? Chi lo sa.

Sono convinta che se il gatto riesce, il merito non è suo ma è il topo a deciderlo. Sono due forze perfettamente alla pari e continuerebbero, se fosse possibile e sensato, a rincorrersi per sempre ma il gatto è spinto dalla fame, il topo dalla sopravvivenza e purtroppo per uno di loro una fine c'è sempre.

In questo gioco, i due protagonisti sono agli estremi del loro essere e gli estremi accomunano e avvicinano tutti gli essere viventi.

Secondo me è proprio questo il punto, il gatto spinge il topo all'estremo... Sempre di più sempre di più... Il flusso di energie(emozioni) in quel momento è fortissimo... Se il topo riesce a scappare, sarà ancora più forte e la volta dopo vorrà un cacciatore che riesce a spingerlo ancora oltre. Finché è soddisfatto. Allora premierà il gatto... E si lascerà andare...

Non credo che per un topo sia bello morire di vecchiaia...

18 set 2008

Avevo un sogno, un unico grande e bellissimo sogno. Quel sogno era diventato realtà... E ora... Mi manca. Non potevo credere che succedesse proprio a me, non riuscivo a crederci e semplicemente godermelo. Ero talmente inconsapevole che son finita per bruciarmi la cosa più bella che mi è mai capitata.

I sogni diventano realtà quando si crede nella magia del sogno stesso, noi attiriamo le cose che pensiamo, negative o positive. E non c'è un perché, non c'è... Siamo il risultato delle nostre paure e dei nostri sogni, ogni giorno.

Non so spiegarlo, pura magia...

Quello che so è che non devo avere paura delle cose belle che mi potrebbero capitare vedendo già la fine di esse.

10 set 2008

Il conoscente, il conosciuto e il mezzo di conoscenza

Combinare la ragione e l'emotività, la mente e il cuore, l'istinto e la razionalità. Come si fa? Perché siamo in grado di scegliere? Tutto intorno a noi segue un flusso che potrebbe durare all'infinito... E noi? Noi possiamo tentare di cambiare direzione a un fiume, ma esso non cesserà di scorrere come vuole lui e prima o poi la sua forza prenderà il sopravvento. Non possiamo fare altro che accettarlo. Ma allora perché? Perché mettere un individuo in grado di riflettere sulla propria esistenza in un campo di grano infinito e simmetricamente perfetto, come la natura e la vita, per creare disordine...?

Non ci basta semplicemente guardare?

Immaginate la metafora del campo di grano, lui esiste intorno a noi, e noi che facciamo? Noi cerchiamo un "anomalia" nella sua perfezione dove possiamo aggrapparci ma non semplicemente per saziare la nostra curiosità... Ma per controllarlo meglio. Vogliamo di più, di più... sempre di più...

Beh, il fiume sta per ribellarsi... L'equilibrio si ristabilisce sempre, a costo di autodistruggersi...

Dentro di noi che succede? C'è un fiume anche lì, un universo e un equilibrio. Ognuno ha creato nella sua mente un mondo perfetto per se stesso e lo vuole inconsciamente proiettare sulla realtà. La vita ci sta preparando alla solitudine?

A volte quando si perde... si vince... Perdere non significa arrendersi, perdere significa avere la forza di accettare la sconfitta... È da li che comincia un nuovo mondo...

5 set 2008

L'indecisione su cosa è giusto e cosa è sbagliato ci fregherà... Partendo da un tronco da entrami i lati, radici o corona, l'albero si divide, sempre di più sempre di più... Così mi immagino anche la nostra vita. Ogni volta che prendiamo una decisione, piccola o grande, un ramo si è diviso in due o più rami. Se non siamo sicuri della nostra decisione "continuiamo a chiederci che sarebbe successo se..." vivendo con questo pensiero ci distrarremo a guardare indietro piuttosto che in avanti e il ramo comincerà piano piano a morire invece che fiorire...

4 set 2008

universi multipli

Esiste una spiegazione che riguarda gli universi multipli abbastanza verosimile. Essa stabilisce che ogni volta che qualcosa è incerto, l'"Albero dell'Universo" (come talvolta è chiamato il fenomeno di tutte le ramificazioni possibili di eventi) produce un altro ramo ovvero si ramifica.

Ciascuna ramificazione, appena prodotta, è un diverso universo simile al precedente, perché l'incertezza generalmente è piccola, all'inizio. Ogni possibilità è un accadimento che capita da qualche parte.

È sufficiente questa visualizzazione intuitiva per adesso, a causa della grande astrattezza di questi concetti. La teoria è molto più ampia...

Paradossi

Il primo argomento contro il movimento è quello sullo stadio.

Esso afferma che non si può giungere all'estremità di uno stadio senza prima aver raggiunto la metà di esso, ma prima di raggiungerla si dovrà raggiungere la metà della metà e così via senza quindi mai riuscire a raggiungere l'estremità dello stadio.

Oppure la freccia che appare in movimento ma, in realtà, è immobile. In ogni istante difatti essa occuperà solo uno spazio che è pari a quello della sua lunghezza; e poiché il tempo in cui la freccia si muove è fatto di singoli istanti, essa sarà immobile in ognuno di essi.

Il concetto di quest'ultimo paradosso è in fondo opposto a quello del secondo: l'esistenza di punti e istanti indivisibili. Ma anche in questo caso il movimento risulta impossibile, in quanto dalla somma di istanti immobili non può risultare un movimento.

Il paradosso della freccia, come quello dello stadio, possono essere confutati sviluppando una teoria dei numeri reali che permetta di postulare che lo spazio e il tempo siano infinitamente divisibili, e definendo al contempo la possibilità di misurare un insieme di cardinalità illimitata...

Come si può vedere, questi paradossi sono stati utili per sviluppare molti concetti alla base della matematica e della fisica moderne, e non si dovrebbe liquidarli banalmente. Persino nella meccanica quantistica riecheggia il nome di Zenone nel cosiddetto "effetto Zenone quantistico", che, riprendendo metaforicamente il paradosso della freccia, afferma che un sistema, che decadrebbe spontaneamente, è inibito o addirittura non decade affatto se sottoposto ad una serie infinita di osservazioni (o misure).

Il paradosso di Einstein-Podolsky-Rosen (paradosso EPR) è un esperimento ideale che dimostra come una misura eseguita su una parte di un sistema quantistico può propagare istantaneamente (interpretazione di Copenhagen) un effetto sul risultato di un'altra misura, eseguita successivamente su un’altra parte dello stesso sistema quantistico, indipendentemente dalla distanza che separa le due parti.

Questo effetto è noto come "azione istantanea a distanza" ed è incompatibile con il postulato alla base della relatività ristretta, che considera la velocità della luce la velocità limite alla quale può essere accelerata una massa.

Il suono

Il suono è la sensazione data dalla vibrazione di un corpo in oscillazione che si propaga nell'aria. È caratterizzato da una frequenza (altezza del suono), di un'intensità (volume) e dalla tipologia del timbro (forma dell'onda).