16 lug 2008

La ricerca della meta...

Quando da bambino ti chiedono "cosa vuoi fare da grande" in realtà ti mettono in confronto con una realtà La domanda che mi piace pormi è: se potessi scegliere, senza preoccuparmi di niente e di nessuno, farei quello che sto facendo ORA? (non in futuro... ORA in questo momento!) Se la risposta è no... c'è qualcosa che non va ma non tanto in quello che sto facendo ma nel modo in cui lo affronto, perché se sono dove sono un motivo c'è.

Non dobbiamo pianificare il momento in funzione del futuro. Ogni volta che lo facciamo ci sentiamo in obbligo di dover raggiungere un obbiettivo e non ci gustiamo più il percorso che facciamo per arrivarci, che è il vero motivo per il quale siamo arrivati in una determinata posizione.

Perché cerchiamo sempre dei risultati, un fine? Perché la mente è sempre in ricerca di una meta? E perché NON dovrebbe perseguire una meta? La ricerca del risultato limita, imprigiona. Arrivare è morire... Cerchiamo la morte. Ma la chiamiamo risultato, meta, scopo. Questo desiderio di un risultato finisce sempre con un guadagno, ma noi vogliamo un risultato che non abbia mai fine.

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