11 lug 2008

Il deja vu... Ormai non mi sorprendo più...

Stamattina mi sono alzata in un luogo che non conosco da molto tempo, anzi, ma è come se lo conoscessi da una vita e di più. Mi sono alzata, ho salutato la mia persona speciale, e ora mi ritrovo da sola in questo posto con un libro di castaneda, una ciotola di weetabix, il mio portatile e un senso di famigliarità pazzesco. Sul retro del libro di Castaneda (che non ho ancora letto) leggo una frase:

"La vera battaglia dell'uomo non è quella che combatte con i suoi simili, ma con l'infinito, e non si può neppure parlare di una battaglia; si tratta sostanzialmente di un'accettazione. Dobbiamo accettare volontariamente l'infinito."

Mi colpisce molto, perché l'avevo già capito, solo che non sono riuscita a vocalizzarlo. Non sono riuscita a trasformarlo in parole. Mi siedo qualche minuto a pensarci, mi alzo mi guardo allo specchio e mi chiedo che mi sta succedendo, mi risiedo.
Avendo già riflettuto parecchio su queste cose, mi accorgo che non ha senso pensarci e così continuo a fare le mie cose. Accendo il computer, guardo yahoo answer, una domanda attira la mia attenzione:
"Perché avvengono e cosa sono esattamente i deja vu?"...

Mi guardo in giro e penso: "Ma allora infierisci pure?". Così riflettendo a una risposta sono riuscita a trovare un senso anche al deja vu.

L'esperienza mi porta a pensarla così. Il deja vu è un esperienza nel presente che ti ricorda una nel passato. Ora, se noi consideriamo che il futuro e il passato esiste solo nella nostra mente, che in realtà esiste solo il presente, il presente si trasforma in "passato-presente-futuro" che diventano una cosa sola.

Se tu consideri questa cosa... Il deja vu è quella cosa che ti conferma che sei totalmente sul presente cioè che stai "rivivendo" il "passato-presente-futuro" nella tua mente come una cosa sola... E questa porta a capire ... l'infinito...

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